"E così tu pensi che il denaro sia alla radice di tutti i mali? Ti sei mai chiesto quali sono le radici del denaro? Il denaro è un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono le merci prodotte e gli uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l'uno con l'altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che ti chiedono il tuo prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che te lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. È questo che tu chiami male?"

domenica 11 dicembre 2016

Un obiettivo per il 2021

Siamo al 64esimo governo in 70 anni di democrazia. Però va tutto bene, non ci sono problemi nell'assetto istituzionale italiano e la costituzionepiùbelladelmondo è sempre più bella, oh se è bella.
Se riuscissimo nell'obiettivo di pareggiare i conti entro cinque anni, sarebbe ancora meglio. Facciamo 11 governi da qui al 2021 e poi grandi festeggiamenti in piazza, letture collettive della costituzione (ma solo articoli a metà, tipo "la sovranità appartiene al popolo", "l'Italia ripudia la guerra", ché a leggerli per intero si rimane delusi). 
L'articolo 92 meglio non leggerlo, toglieremmo metà argomenti a Cinquestellati e Leganordisti. Stessa cosa per l'articolo 117. 
Sempre per i grillini e per i salviniani, nonché per i marcotravaglisti, per tutti coloro - insomma - che hanno esplicitato la propria difficoltà a comprendere articoli più lunghi di un rigo e mezzo, saranno chiamati degli artisti che avranno il compito di fare dei disegnini per far comprendere meglio al popolino il diritto costituzionale, sennò finisce che vorranno un referendum contro la "schifostituzione" (così la chiamerebbe il Fatto quotidiano, cioè il fattissimo Travaglio). E sarei tentato di votare con loro, per l'abolizione della carta.

martedì 6 dicembre 2016

Preferenze, vincolo di mandato e incoerenza cinquestelle

Segni nel 1991 in campagna elettorale per il Sì al referendum
Ritorna il dibattito sulle preferenze in Italia: merito dei pentastellati, che propongono di re-introdurre le liste aperte alle elezioni politiche. L'ultimo dibattito sulle liste aperte/chiuse si svolse tra i prodromi di Mani Pulite. Il 9 giugno 1991 un referendum proposto da Mario Segni e dal suo Manifesto dei 31 bocciò il sistema delle preferenze, che era diventato il mezzo attraverso il quale si perpetrava il voto di scambio. 
È curioso il fatto che adesso le preferenze siano diventate la panacea della politica italiana, quando venticinque anni fa era esattamente l'opposto. Forse si dovrebbero spolverare, ogni tanto, i libri di storia per trovare qualche indicazione utile sul presente.
Ma non è tutto, poiché i grillini vogliono modificare la Costituzione inserendo il vincolo di mandato, che in parole povere sta a significare: o fai come ti dice il partito o te ne torni a casa. Ora, in un sistema a liste bloccate questo potrebbe anche andare bene. Il partito ti ha messo tra le liste, sei stato eletto grazie alle direzioni centrali, quindi se disobbedisci a queste non hai motivo di restare in Parlamento. Ma in un sistema a liste aperte, il vincolo di mandato è in contrasto con la volontà popolare. L'elettorato di una circoscrizione vota il candidato Caio con un numero di preferenze tale da risultare il primo eletto delle liste. Caio ha fatto una serie di comizi e gli elettori lo hanno scelto ritenendolo persona capace. Si tratta non solo di un voto al partito, ma anche alla persona. Se nel corso della legislatura il partito decide qualcosa che non va bene a Caio, e rispedisce questo a casa, tutto l'elettorato della circoscrizione che aveva eletto Caio si trova senza rappresentanza.

Quindi, delle due l'una o entrambe: o il M5S ignora tutta la storia della Repubblica italiana, oppure è in malafede e, credendo che tutti gli italiani abbiano la scaltrezza di Di Maio quando legge una e-mail, pensa di poter andare contro la Storia e le leggi della logica.

lunedì 5 dicembre 2016

Quid agendum est?

Gli scenari che si aprono adesso non sono proprio esaltanti. Da più parti si chiede il ritorno alle elezioni. Va bene? Certo. Si tornerà alle urne con due leggi elettorali diverse, una per la Camera e una per il Senato. Tutto sembra far pensare che alla fine si avrà un bel sistema proporzionale. E questo si traduce in diverse ipotesi, una più preoccupante dell'altra.
1) alle elezioni la destra si presenterà unita, ma stavolta a fare la parte del leone sarà Salvini, Forza Italia dovrà optare tra il restare dalla parte moderata oppure andare appresso ai capricci di Salvini e alle isterie della Meloni: in ogni caso, per Berlusconi e Brunetta non rimarrà spazio politico e rimarranno schiacciati dalla destra più becera; 
2) Il PD può scegliere tra restare il primo partito, presentandosi alle elezioni con Matteo Renzi, oppure perdere miseramente. Personalmente mi auguro che Renzi vada via dal PD per due motivi:  perché potrei votarlo più a cuor leggero e perché non si può avere un governo stabile se si governa alla testa di un partito le cui correnti minoritarie remano contro. Se resta, al primo Congresso  utile dei dem. bisogna fare pulizia interna. Bersani e D'Alema possono chiedere asilo politico ai vari partitini della sinistra estrema, dove si arriva in parlamento con lo zerovirgola e si possono ricattare governo e opposizione, cosa che è congeniale a quell'area politica;
3) Il M5S potrà presentarsi alle elezioni alla maniera più tranquilla possibile: essendo stato sempre all'opposizione, non avendo voluto alcuna responsabilità, Di Maio e Di Battista potranno arrivare alle urne con una verginità politica che vorranno mantenere, e non è un caso che propongano un sistema proporzionale (democratellum) che permetta loro di restare perennemente all'opposizione, poiché sono ben consci che - arrivando al potere - si sgonfierebbero come i palloni gonfiati che sono.

Detto ciò, il prossimo governo sarà con ogni probabilità un governo di coalizione, che crollerà ai primi capricci, si tornerà ad un governo tecnico e così via in un circolo vizioso che si risolverà solo con un fallimento totale del paese.

E la costituzionepiùbelladelmondo? Sembra che adesso vada bene a tutti. Nessuno vuole vedere i limiti di una Carta scritta appositamente per evitare che qualcuno possa governare. Neanche la DC, ed era la DC, poté governare da sola, e se n'era resa conto già alla vigilia della II Legislatura. Formalmente tutti, prima del referendum di ieri, dicevano che era necessario ri-scrivere la Costituzione, il pomo della discordia era rappresentato dal come si doveva fare e dal cosa bisognava cambiare. Ad oggi ancora nessuno ha fatto proposte in tal senso, quindi pare che dovremo tenerci questo assetto istituzionale schizofrenico. Gli unici a dire qualcosa sono stati i grillini, con Di Battista che ha detto che sì, la Costituzione va cambiata, ma solo per inserire il vincolo di mandato e abolire l'immunità parlamentare. Due cose che non cambierebbero di una virgola i problemi istituzionali del nostro paese, ma che farebbero comodo solo ai 5 Stelle, quando - ed è una eventualità che ho lasciato appositamente per ultima - dopo essere arrivati in qualche modo al potere, serreranno le fila sostituendo tutti i coloro i quali avranno capito il gioco perverso in cui sono cascati e vorranno tirarsi indietro, e arresteranno tutte le opposizioni poiché non ci sarà nessuna forma di tutela nei confronti dei rappresentanti in Parlamento.
Metuendum est semper, cum tutus esse velis.

domenica 10 gennaio 2016

Il cancro e Dio

Primo Levi scrisse una sentenza molto forte, e purtuttavia comprensibile. ''C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma . La cerco, ma non la trovo''. 
Dal punto di vista logico il pensiero di Levi non regge, c'è chi potrebbe legittimamente rispondere che Auschwitz è opera dell'uomo, non di un dio, e che pertanto le due affermazioni - unite dal ''dunque'' - non possono rappresentare un aut-aut, bensì un vel-vel. Può esserci (stato) Auschwitz e Dio. L'ateismo di Levi era un ateismo irrazionale. Sbaglia chi pensa che solo il credere in qualcosa, solo la religiosità può essere irrazionale. Anche l'ateismo a volte lo è. La posizione di Levi però è comprensibile allorquando la si rapporta alle sue vicende biografiche. 
Tutto questo per dire cosa? 
Facciamo un passo o più indietro. Ci sono eventi della nostra esistenza che cambiano il nostro modo di pensare, ragionare, percepire. Certe volte il dolore patito può portare, per l'esigenza di trovare una consolazione, ad abbracciare una qualche forma di religiosità. Questo processo è  irrazionale tanto quanto il contenuto della citazione di Levi:
C'è stato un evento X, doloroso e inspiegabile, ingiusto, dunque deve esserci un dio in grado di portare ordine in questa vita od in un'altra.  
Quanto a me, sono più vicino - per inclinazione innata - al pensiero di Levi che a quanti si affidano alla fede. Faccio mia, con qualche modifica, la suddetta citazione, rapportandola alla mia esperienza biografica:
C'è il cancro, quindi non può esserci Dio.

sabato 14 novembre 2015

Iam proximus ardet Ucalegon

Da che parte stare? Perché è evidente che qualche posizione bisogna prendere. Non è permesso restare fermi, l'Isis ha minacciato Roma, che è la città in cui attualmente vivo (di ieri è la notizia che sono stati rubati cavi di rame nella linea B, quella che ogni mattina utilizzo per andare all'università... se questi, anziché essere dei comuni delinquenti, fossero stati dei terroristi...). Non sto dalla parte di Salvini. ''Ruspa'' non è una strategia politica (non seria, almeno). Non sto con i contro-salvini, perché la mia comprensione per altre realtà e culture ha un limite: arriva fin dove non è messa a rischio la mia vita. Non sto con chi vuole discernere tra moderati e integralisti: come facciamo a capire chi è l'uno e chi è l'altro? Un infame negherà sempre di esserlo. Non sto con chi ipotizza nuovi olocausti, con i cristiani che contrappongono il loro dio a quello degli altri, non è una gara di religione, questo contribuirebbe soltanto a infiammare gli animi e non è di ciò che abbiamo bisogno.  Non sto con chi condivide le immagini in cui si vede una mano israelo-statunitense finanziare un tagliagola pronto a tagliare un corpo alla cui testa vi è il mondo. Perché Israele finanzierebbe uno stato, l'ennesimo, che ha minacciato la cancellazione dello stato israeliano dalla faccia della terra? Perché gli Usa, da mesi impegnati nei bombardamenti delle postazioni dell'Isis, fornirebbero armi ai loro nemici? per rendere più alla pari la guerra? Questa è dietrologia spicciola, che soddisfa le risposte semplici di chi vuole trovare una spiegazione immediata, indolore, che non preveda studi ed approfondimenti.
Sto dalla parte di chi vede l'islam come una religione potenzialmente pericolosa. Dalla parte di chi richiede un controllo stretto nei luoghi in cui gli islamici si riuniscono, pregano e complottano. Dalla parte di chi legittimamente chiede le difese delle frontiere nazionali in una situazione che richiede uno stato d'allarme e vigilanza non trascurabile. Ma, se volete, potete chiamarmi razzista. Se questo significa contrapporre la ragione occidentale al furore integralista di un'idea, di una religione, di una irrazionalità araba, allora - se così stanno le cose, chiamatemi razzista.

martedì 27 ottobre 2015

Sono ben lungi dal considerare il capitalismo un sistema economico perfetto, o il liberalismo, nella sua più ampia accezione, un'idea politica priva di limitatezze. Però non mi soddisfano le spiegazioni sociologiche, politiche, filosofiche che la maggior parte dell'intellighenzia di sinistra (ma anche una parte di quella destrorsa) dà per spiegare la realtà. Il capitalismo, o, nella sua variante definitoria post-moderna, il neoliberismo, è diventato ciò che per la filosofia scolastica era Dio: un motore immobile, ma al negativo. Per spiegare  l'origine del cosmo e la maggior parte dei fenomeni, a livello ontologico-metafisico, si cercava una spiegazione che, qualora fosse impossibile perseguire attraverso il ragionamento, scadeva nella teologia. L'emblema di questo processo era, appunto, l'idea di motore immobile di aristotelica memoria. Il capitalismo/neoliberismo ha lo stesso ruolo ontologico di quanto ora detto, ma esercitata in funzione negativa: quando non si riesce a spiegare un dato fenomeno, per mancanza di dati o di voglia di approfondire le dinamiche vere della realtà in generale, la colpa, per andare sui terreni sicuri di una Somma Verità accettata da tutti, è sempre del capitalismo/neoliberismo. Comunque la si pensi, questo tentativo obbligatorio è utile a tutto fuorché allo sforzo necessario per giungere ad una conoscenza profonda delle dinamiche che ci circondano.

mercoledì 12 agosto 2015

Saverio Tommasi ha la faccia come il c...uore

I fatti: Saverio Tommasi, di cui ho già parlato qui, opinion leader di quella sinistra radical-chich, terzomondista e priva della capacità di rapportarsi con qualsiasi persona non si allinei secondo le direttive stabilite dalle sacre dottrine delle barriere aperte, delle braccia spalancate e dei... sederi proni, pubblica un post sul suo profilo Facebook, accompagnato dalla foto che potete vedere qui sotto. 
Voglio premettere innanzitutto che, se non fosse stato per il fatto che è impossibile comprendere il resto del post senza fare riferimento alla fotografia, non avrei mai postato una cosa simile: c'è un limite anche al cattivo gusto, e questo Saverio non lo sa, nessun immigrato lo ha reso dotto del fatto e perciò lo ignora. 

Alla fotografia, Saverio, meglio conosciuto col nomignolo Senonlapensicomemeseiunrazzista o Gliimmigratisonogentebellissima, scrive: 

"Eccola lì, la vostra propaganda da Iphone6 ultimo modello. Guardate quel cellulare lì nel mezzo a quelle mani ferme. Ammiratelo. Ingrandite la foto e squartatevi gli occhi, bestie da social che non siete mai usciti dal vostro recinto geografico, perché quel cellulare fra quelle mani è la realtà, la propaganda è l'odore della dittatura delle vostre frasi "non scappano dalla guerra perché vengono qui con i cellulari ultimo modello"". BLABLABLABLA e continua: "Le mani sono di una donna di cui non si sa il nome, si sa che non aveva la valigia e non aveva il cambio dei vestiti. Aveva cinque o sei foto e un sms fra i messaggi non inviati, perché il messaggio l'aveva scritto ma il credito residuo era zero e fra le emergenze delle compagnie telefoniche, e dell'Italia, non è prevista la fuga.
Nel messaggio c'era scritto: "Amore mio, fra poco arriveremo in Italia. Il viaggio è stato difficile ma ce l'ho quasi fatta. Cerca di resistere e prenditi cura dei nostri figli. Presto saremo di nuovo tutti insieme, ci aspetta una nuova vita, la Vita. Ti chiamerò appena sarò arrivata. Mi mancate da morire! Ti amo!"".


Tutto molto commovente, strappalacrime. Un po' come il resto dei suoi post, insomma.
 Tra quelli che gli fanno notare di non sentirsi - giustamente, a mio parere - minimamente in colpa se qualcuno, nel tentativo di entrare illegalmente nel proprio paese, perde la vita, c'è anche qualche illuminato che si accorge che la notizia riportata da Saverio è falsa, così come la fotografia da lui copio-incollata, che non ritrae nessuna africana cadaverica col cellulare tra le mani. Infatti, la foto è stata "rubata" dal sito lapresse.it e si riferisce ad un altro fatto di cronaca, non proprio recente (2011). Il web è vendicativo, e non aspetta altro che queste falsità o per appoggiarle in toto o per debunkarle. 

In molti glielo fanno notare e lui, anziché scusarsi per il tentativo di sciacallaggio, reagisce così: 

"questa volta non ho niente di cui scusarmi. Ecco perché: un manipolo di quelli che quando affonda un barcone scrive "bene che sia affondato" sta riempendo i commenti al post dicendo che la foto che accompagna l'articolo "non è vera, è una foto vecchia". La foto invece è vera, esattamente come è scritto nei link che anche loro pubblicano, anche se la foto non è di ieri. Quelle mani sono di quella donna di cui non si sa il nome, quella donna stava tentando un viaggio di migrazione e sì, il messaggio contenuto nel suo telefonino era ESATTAMENTE quello che ho scritto".

Come i razzisti che denuncia ogni giorno dall'alto del suo scranno del politicamente corretto, è pronto a fare di tutta l'erba un fascio. Coloro i quali gli fanno notare la falsità sono "un manipolo (...) che quando affonda un barcone scrive "bene che sia affondato"". Tutti forzanovisti, nel suo universo parallelo retto da una morale manichea in cui o la pensi come la pensa lui o sei Adolf. Nel tentativo di salvare la sua faccia da un'evidente caduta di stile (anche se è difficile cadere quando si striscia, Saverio c'è riuscito. Bene, bravo, bis), prova a giustificarsi asserendo che "il solito manipolo dell'odio a grappoli afferma che quella donna non era di fronte alle "nostre" coste. Ecco, a me dispiace per chi vede differenze, ma no, io non vedo differenze. Per me morire durante la traversata più importante della propria vita, e farlo qui o un chilometro più in là, per raggiungere l'Italia, la Germania, Cuba o gli USA, non fa alcuna differenza". Peccato che i commentatori del suo post gli facevano notare che costruire in toto una notizia solo perché è verosimile non è deontologicamente corretto per chi professa di essere un giornalista, e non che vi sia differenza tra chi cerca di immigrare in un posto tosto che in un altro (e in effetti differenza non ve n'è: in ogni caso si compie un'azione illegale, piaccia o meno). Qualcuno ha pure messo in dubbio il contenuto del messaggio: perché mai una donna diretta a Cuba avrebbe dovuto scrivere al proprio marito di essere in procinto di arrivare in Italia? E infatti Saverio, dopo tre ore, modifica il post, dimenticando che Facebook permette di vedere la cronologia delle modifiche...

E si, "il contenuto del messaggio era ESATTAMENTE quello". Ma a quale dei due riportati si riferisce?